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Il Raspberry Pi: una scelta di comodo o una base di partenza?

Il Raspberry Pi: una scelta di comodo o una base di partenza?

Scritto da Rocco | 08/05/2026 | [IT]

Il Raspberry Pi, un giochino per tutti (i nerd)

Ho perso il conto di quanti anni fa comprai il mio primo Raspberry Pi, RPi, RPI. Chiamatelo come volete.
Mi pare fosse un 3B, poca RAM, Ethernet lento quanto basta, WiFi che a volte prende, ma aveva anche dei difetti.

Per cosa lo avevo preso? Per accendere le luci del presepe. Letteralmente.
Certo, esistono da sempre dei timer per le luci dell'albero, le case vengono incendiate ogni anno con dispositivi importati dalla Cina, perché non farne da solo uno in grado di incendiare casa?

Ed ecco come nacque Raspresepe, su cui prima o poi farò un articolo.

Ma Raspresepe non si limitava ad accendere e spegnere le luci, avevo sfruttato un canale PWM per far flickerare due LED in maniera asincrona così da simulare un fuoco (finora non ha ancora preso fuoco sul serio, knocking wood).

Lo potevo fare con qualche componente e una breadboard? Sì.
Lo ho fatto con qualche componente e una breadboard? No. Direttamente stagno e millefori tagliata male.

A new hope

Allora mi sono chiesto: ma che altro ci posso fare?

La risposta è stata: niente.

Sul serio, per qualche anno ho appeso il Raspberry Pi al chiodo. A parte usarne uno per caricarci sopra Retropie e usarlo come emulatore, il lavoro non mi ha consentito di farci molto più e un paio di traslochi dopo non ho idea di dove siano i controller USB, né dove sia finita l'SD card con Retropie sopra.

Ora che è cambiato? È cambiato che tutto intorno a me la tecnologia corre, l'AI è uno strumento che ha avvicinato alla programmazione orde di script kiddies e su Reddit è tutto un proliferare di memes sull'argomento.

Allora mi sono chiesto: perché non posso farlo anche io? Perché non consumare galloni d'acqua per un codice scritto male?

Perché in effetti in passato si perdevano ore, giorni sulla documentazione delle librerie, Stackoverflow era più d'insulto che d'aiuto e spesso le risposte alle domande erano in qualche post sepolto in anni di polvere su Reddit, mentre ora basta il giusto prompt a [Inserisci qui la tua AI preferita] per tirare giù un po' di spaghetti code con cui scoprire la passione per l'informatica insita dentro di noi

La vendetta dell'AI slope

Quindi ho provato e riprovato. AI gratis, a pagamento, a pagamento ma gratis con codici sconto.

Risultato? Molta monnezza, molti bug, poca chiarezza.

Allora perché sono qui oggi? Parte del CMS su cui gira questo sito l'ho fatto con AI e ho "solo" dovuto rileggere tutta la spaghetteria che ne è uscita per districare i fili e riordinare tutto, ma mi sono divertito un sacco a farlo.

Il paradigma è cambiato, sempre più aziende (mi sembra che Spotify, da cui sto ascoltando ora musica, abbia capito che mi riferisco a loro) sono AI-centriche e usano sempre meno scimmie da tastiera per scrivere codice, spostandoli in compiti gestionali.
Ma va bene così.

Quali sono i rischi? La sicurezza.

L'AI si basa su codici open-source disponibili online, quindi se c'è un bug se lo beccano tutti quelli che hanno respirato la stessa aria, come il COVID-19.

Ma quindi, per cosa uso ora il Raspberry Pi?

Grazie per avermelo chiesto, non stavo più nella pelle!

Per tutto. Ho ritrovato il codice di Raspresepe, ho ritrovato anche l'hardware che gestiva le lucine e farò un po' di sano reverse engineering. Ho tirato su un docker container con alcuni servizi per la rete di casa, un altro ancora ha un HDD collegato per il backup incrementale del NAS. Poi c'è anche Home assistant a consumare energia, ma quello merita un capitolo a parte.


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